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APOLOGIA DEL KARKADE’



Ieri sera in tivù il simpatico ministro Ferrero, un bell’uomo peraltro, con un bel sorriso, sebbene, ci dicano, molto comunista (!!!), parlava di droghe. Così, noi reggenti, annoiate dal blà blà catodico ci siamo lanciate, di palo in frasca, fino a un vero e proprio inventario di quelle che abbiamo in dispensa…

 

Apricot, ratafià, rosolio, nocino…

karkadè, camomilla, finocchio selvatico, ginseng…

cannella, anice stellato, cardamomo, noce moscata.

 

…come, dite voi, siamo andate fuori tema? Ma no, è stato proprio il signor ministro a dire che occorre parlare di “droghe”, al plurale, e che lui si droga (sic!) col vino, tutti i giorni ai pasti (più, a volte, qualche goccino di distillato dopo – ha aggiunto), che poi, ha rincarato, è ben peggio di una certa canna-bis (che noi abbiamo guardato in dispensa ma non l’abbiamo mica!).

 

Ah, però abbiamo anche il Galeffi Effervescente, interessa al signor ministro?

Pubblicato il 28/3/2007 alle 9.51 nella rubrica Diario.

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