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ANGELI A CAPRI



Noi lei ce l’immaginiamo così (a proposito di cappelli di paglia ben portati) anche in quella lontana estate del 1924, quando Walter Benjamin la incontrò a Capri. Si era trasferito nell’isola (Benjamin ebbe sempre, ci pare, una strana attrazione per le isole) per scrivere il suo lavoro di libera docenza Il dramma barocco tedesco. Qui la incontrò, lei, la comunista russa Asja Lacis, a cui poi restò nonostante tutto legato e che incontrò ancora a Riga, a Berlino e a Mosca.

Lei che lo porto fuori strada, facendone, come disse l’amico Scholem, un “teologo trasferito in campo profano”. Il suo angelo della distrazione materialista.

Pubblicato il 29/3/2007 alle 13.0 nella rubrica Diario.

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